La storia

La musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme (Ezio Bosso)

L’inizio.   Domenica 10 settembre 1989 una quindicina di escursionisti, fra cui Giuseppina Antonucci, giovane pianista diplomata al Conservatorio della città, da pochi mesi iscritta al CAI di Frosinone, partecipa ad una impegnativa escursione: salire sul Monte Serrone (1974 m), vetta del gruppo dei Monti Marsicani, nel basso Lazio.
La giornata è radiosa; gli escursionisti arrivano a Campoli Appennino e cominciano la salita.
Il tempo cambia improvvisamente e piove così forte che si decide di tornare indietro al punto di partenza. Ci si rifugia nel ristorante Cicerone. Tra fettuccine e vino, si comincia a cantare, così, spontaneamente. Giuseppina propone un semplice canone e tanta è l’emozione di cantare polifonicamente che uno degli escursionisti dice
"Perché non facciamo un coro della sezione?" L’idea piace subito molto a tutti.
Il giovedì della settimana successiva nella vecchia sede del CAI di Frosinone, in Piazza Valchera, il gruppo si ritrova. Giuseppina Antonucci diventa il "direttore" ufficiale del coro.

I primi passi.   La prima esibizione sarà un mese dopo a Prato di Campoli, il 29 Ottobre 1989 per la giornata del CAI, con tre brani: Rosa delle Alpi, La villanella, Vinassa vinassa. Prato di Campoli 1989
L’accoglienza è così favorevole che altri soci CAI decideranno di unirsi al gruppo corale a voci miste fino a contare nel tempo una quarantina di persone. La sede delle prove sarà sempre quella del CAI di Frosinone in cui ci si vedrà una volta la settimana.
Nei primi anni le "esibizioni" sono in montagna, tra le vette, partecipando alle molteplici attività e manifestazioni che la sezione CAI di Frosinone organizza.
Settefrati 1992 Anche l’Assessorato alla Cultura della città si accorge di questo nuovo gruppo vocale, la cui peculiarità è nell’essere l’unico coro del territorio con un repertorio di canti di montagna, invitandolo perciò in varie manifestazioni. Ma esibirsi in pubblico presuppone una divisa da indossare: accese sono state le discussioni fino a concordare un maglioncino di lana rosso.
Enti Istituzionali, insieme a forme diverse di autofinanziamento, hanno consentito sin da subito al coro di procedere nella sua attività radicandosi all’interno del territorio ed in situazioni locali.

Lo sviluppo.   Il primo evento importante per la crescita del coro è stato, nel marzo del 1993, la partecipazione ad un concerto a Frosinone organizzato da Amnesty International. Questo evento ha segnato un punto di svolta per il futuro del coro stesso: il direttore si trova nella necessità di scegliere le voci migliori, di fare cioè una selezione. La selezione nella chiesa di San Benedetto - 1993
Apriti cielo ... scoppia una sorta di insurrezione sezionale e solo il tempo farà capire le ragioni delle scelte operate. La situazione non è semplice: direttore e coristi decidono quindi di pubblicare all’interno della sezione un giornalino dal titolo "La stecca" il cui tono autoironico smussa le asperità incontrate.

Gli eventi e gli episodi.   La vita di ognuno di noi è in qualche modo segnata da conoscenze fatali che ne hanno guidato il cammino.
L’incontro nel 1997 con l’amico Roberto Polverini, estimatore del M° Lamberto Pietropoli, ha permesso al nostro direttore di avere fra le mani un libro con le armonizzazioni del maestro che entreranno a far parte del repertorio del coro.
All’epoca si è aperto un mondo. Le elaborazioni di Pietropoli sanno dare, all’ambito della musica popolare, uno spessore espressivo che ben si adatta ad un coro a voci miste. Nel corso degli anni l’interesse verso quest’utore da parte di Giuseppina Antonucci diventa così incisivo da farne oggetto della sua tesi di Laurea in Etnomusicologia presso l’Università degli Studi di Tor Vergata di Roma. I Maestri Bepi De Marzi e Natalino Brugiolo con il Direttore Giuseppina Antonucci ed il Coro a Scanno nel 2016
Nel 1998 poi, la conoscenza del M° Ermanno Testi ha segnato un’altra tappa importante nella consapevolezza delle modalitè tecniche della vocalità corale, per cui il coro ha preso sempre maggiore coscienza di ciò che si andava facendo, il che gli ha consentito di esibirsi in contesti non solo locali ma nazionali.
Importanti sono stati nel corso degli anni gli incontri con i compositori del proprio repertorio come il maestro Bepi De Marzi, Ennio Vetuschi e Natalino Brugiolo, quest’ultimo depositario di tutta l’opera musicale di Lamberto Pietropoli.

I concerti ed i luoghi.   I momenti più rilevanti in questi trenta anni di attività del coro sono stati i concerti tenuti nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, presso l’Università degli Studi di Tor Vergata di Roma. Concerto di Natale della Coralità di Montagna nell’Aula di Montecitorio il 18 dicembre 2009 nella Chiesa di Santa Francesca Romana, a Palazzo Barberini e a Palazzo Braschi a Roma, nell’Aula Magna dell’Universtà La Sapienza di Roma, ad Amalfi presso l’Antico Arsenale, a Napoli nella Sala Gemito, negli Auditorium "Elio Sericchi" e "Renzo Piano" a L'Aquila, il concerto di Natale della Coralità di Montagna presso la Camera dei Deputati nel 2009 oltre ad esibizioni in varie città italiane: Bolzano, Pordenone, Rieti, Teramo, San Vito di Cadore, Ancona, Foggia, Viterbo, Lucca, Carpi, Ravenna, etc.
Il Coro C.A.I. di Frosinone è stato premiato al XV Concorso Internazionale di Canto Corale tenutosi a Verona nel 2004. Inoltre il Comune di Frosinone nel 2011, con deliberazione della Giunta Comunale, ha riconosciuto il Coro C.A.I. di Frosinone Gruppo Corale di Interesse Comunale.
Ha partecipato alle incisioni dei CD del Club Alpino Italiano "Armonie tra le montagne" e "La montagna e la sua gente" (CD 1-3)

La coscienza.   La nostra consapevolezza come Coro è che il percorso artistico per noi è un divenire continuo, una scoperta di canti nuovi di ispirazione popolare, ma anche un ritorno alle "radici" del canto popolare. Alla presentazione del libro ROSA DI MAGGIO - Le registrazioni di Luigi Colacicchi e Giorgio Nataletti in Ciociaria ad Anagni nel febbraio 2020
In questa ottica si è scelto anche di differenziare la formazione del coro in base a ciò che si canta valorizzando così il tipo di repertorio e le voci. Accanto a questo, nel corso degli anni, si sono sperimentati format inediti con voci recitanti e immagini, su testi originali, in contesti specifici come chiese, palazzi storici e ambienti naturali:

- DALLE GROTTE ALLE VETTE
Per il centocinquantenario del Club Alpino Italiano sono stati organizzati concerti in luoghi inusuali: nelle Grotte di Pastena, a Villa Fogliano nel Parco Nazionale del Circeo, al Rifugio Sebastiani nel Parco Regionale Sirente Velino.

- LA MONTAGNA IO LASSÙ
Un concerto – spettacolo che vuole dare voce alla montagna, quella dei paesaggi naturali, ma anche quella dei significati simbolici, narrata attraverso canti, immagini e parole, con testi in prosa e poesia sull’incanto delle montagne.

- IAM A CANTA’
Il progetto dedicato ai 90 anni dalla fondazione della sezione, iniziativa culturale destinata ai territori della Provincia di Frosinone per incontrare un pubblico diverso, non sempre raggiunto da situazioni artistico-culturali e per valorizzare località e contesti poco conosciuti, sulla base delle informazioni fornite dalla Anomala Guida illustrata della Ciociaria a cura dell’Associazione IAM edizioni.

- CORI IN CITTÀ La rassegna "Cori In Città" è uno dei punti forza dell’attività del coro perché ha consentito in questi anni di incontrare e confrontarsi con molti cori provenienti da tutta Italia.

Le collaborazioni.   Di rilevante importanza è stata la nomina nel 2015 del direttore Giuseppina Antonucci come componente della commissione artistica del Centro Nazionale Coralità del Club Alpino Italiano. Ciò ha permesso al coro di entrare in contatto con l’eccellenza della coralità popolare italiana.
Con il Coro Allievi CET e i Maestri Giorgio Larcher e Mauro Pedrotti a Frosinone il 7 aprile 2019 Molto significativo per noi è stato far parte dell’organizzazione del Convegno del Centro Nazionale Coralità "Fare musica ad orecchio- Modi stili e tecnica della coralità popolare" che si è tenuto presso l’Auditorium del Conservatorio "Licinio Refice" di Frosinone il 7 Aprile 2019.

Il futuro e le aspettative.   Quale futuro ipotizziamo per il nostro coro?
Il Coro attualmente è composto da 34 persone, ma il necessario ricambio generazionale in un coro che ha componenti che vanno dai diciotto ai settanta anni (sono presenti a tutt’oggi alcuni coristi del "nocciolo duro" dell’89), è reso difficile nella nostra zona perché è terra di "migrazione" studentesca.
Ma la nostra idea di coro, oltre ai concerti ed alle rassegne corali, sente la necessità di ripensare forme di espressione diverse, come due progetti di imminente attuazione:

- COROINGIRO
è il cantare in luoghi tanti e diversi in cui essere meno rigidamente inquadrati in forme fisse di esibizione senza nulla perdere del rigore necessario ad una coralità di qualità, per recuperare in pieno il piacere di cantare.

- CANTA CIOCIARIA
è il progetto dedicato alle trascrizioni e alle elaborazione di Luigi Colacicchi dei canti devozionali, processionali e profani della nostra terra. Il progetto prevede la collaborazione di etnomusicologi e di musicisti che realizzeranno nuovi composizioni prese dalle sue trascrizioni sul campo degli 30 del secolo scorso.